Pashmina: termine ambiguo,
talvolta sinonimo di imbroglio
La
dogana di Firenze sequestra sciarpe con etichetta truffaldina
Firenze
- Il termine “pashmina” è da qualche tempo di moda, ma cos’è veramente?
Cashmere indiano o nepalese? Un misto di cashmere e seta? Una vaga definizione
di un particolare tipo di sciarpa?
Il
decreto legislativo n° 194 del 22 maggio 1999, che recepisce una direttiva
comunitaria e che disciplina l’etichettatura tessile per orientare e tutelare
il consumatore, non permette di usare questa definizione per l’obbligatoria
identificazione della fibra della quale è costituito l’articolo tessile.
Il
consumatore farà quindi bene a diffidare di un’etichetta che riporti il
termine illegale di “pashmina”. Se si tratta di cashmere, l’etichetta dovrà
indicare “kashmir” (e la traduzione di questo termine nelle altre lingue:
cashmere, cachemire, Kaschmir, ecc..).
E’
di questi giorni il sequestro di una partita di sciarpe cinesi, operato dalle
autorità doganali dell’aeroporto di Firenze che hanno contestato la
violazione dell’articolo 517 del codice penale (“vendita di prodotti
industriali con segni mendaci”) e del decreto legislativo sull’etichettatura
tessile, già nominato sopra. La dogana, con la collaborazione del CCMI
(Cashmere & Camel Hair Institute), associazione che raccoglie i più bei
nomi italiani e stranieri dell’industria del cashmere, ha proceduto a far
analizzare le sciarpe in questione. I Magazzini Generali di Prato, uno dei
laboratori specializzati e raccomandati dal CCMI per questo tipo di analisi,
hanno trovato che la fibra usata per le cosiddette “pashmine” non era che
lana, anche abbastanza ordinaria, trattata con particolari resine per avere una
mano più morbida e scivolosa.
L’Agenzia
delle Dogane e il CCMI hanno dato prova di una collaborazione che si traduce in
una tutela sia del consumatore di un prodotto di così elevato pregio, sia delle
imprese produttrici serie e corrette.
Il
CCMI opera da molti anni in Italia e all’estero per monitorare e
‘moralizzare’ la produzione e il commercio di articoli in cashmere e in pelo
di cammello, nella consapevolezza che articoli di tale valore necessitino di una
continua e severa azione di controllo.